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martedì 5 novembre 2013

Chai tea e "La maga delle spezie"

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 “Cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire no…
da “La Maga delle spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni (Einaudi)



Tilo, protagonista di “La maga delle spezie” è dotata di poteri soprannaturali e utilizza il suo dono per aiutare gli altri.  Avvalendosi della magia delle spezie, deve dispensare il suo aiuto senza farsi coinvolgere dalle vite di coloro che invocano il suo aiuto e soprattutto senza mai abbandonare la bottega nella quale lavora. Tilo, orgogliosa e testarda, infrange tutte le regole e la sua impulsività la esporrà a conseguenze terribili.

mercoledì 19 giugno 2013

Un tuffo nella Sicilia occidentale e i dolcini alla mandorla di Maria Grammatico




Oltre questa porta si trova il laboratorio di una delle pasticcerie più famose della Sicilia occidentale. Riuscite ad indovinare quale?


Resa celebre dal libro di Mary Taylor Simeti "Mandorle Amare" Flaccovio Editore, già tante foodblogger hanno parlato di lei, tuttavia non si può passare dalla deliziosa pasticceria di Maria Grammatico ad Erice, in provincia di Trapani, assaggiare "un dolce di mandorla appena sfornato, velato di zucchero o ricoperto di cioccolato" e resistere alla tentazione di raccontare questa storia ancora una volta.
La storia di Maria probabilmente la conoscete già: erano i primi anni '50 quando, bambina, dopo la morte del papà, dovette entrare nell'orfanotrofio di San Carlo ad Erice. Lì imparò i segreti dell'arte pasticciera, "la pasta di mandorla si fa con la mandorla sbucciata e spelata. Noi la si macinava con una macchinetta a manovella. Dopo che si macinava, si pesava lo zucchero e l'acqua, e si cuoceva, Quando lo zucchero faceva la fila, la fila densa, si buttava dentro la mandorla e si faceva amalgamare tutto sul fuoco. Poi si scendeva e si buttava tutto sul tavolo di marmo, e mentre che era tiepida, si cominciava a lavorarla con il mattarello grosso. Sempre a lavorarla finché non ti veniva una pasta, perché non è che c'erano macchine per lavorarla".
A ventidue anni Maria lasciò l'orfanotrofio e aprì il suo primo laboratorio. 



Il libro "Mandorle amare", scritto a quattro mani, dalla giornalista e dalla stessa protagonista, descrive la storia di Maria, "una storia dura e sofferta ma anche piena di forza e di straordinaria volontà che ha portato la fama di Maria dai vicoli medievali di Erice alle pagine delle più celebri riviste di gastronomia di tutto il mondo".
Oggi la pasticceria di Maria Grammatico, nel centro dell'incantevole borgo di Erice, sforna continuamente profumati dolci alla mandorla, genovesi, reginette, mostaccioli e goderseli sull'assolata terrazza di fronte al panorama mozzafiato è un'esperienza da non perdere assolutamente se ci si trova in questo angolo meraviglioso della Sicilia.




Pasta per dolcini di Maria Grammatico

450 gr di mandorle pelate
450 gr di zucchero
3 bianchi d'uovo
1 cucchiaio di miele
2 cucchiaini di estratto di mandorle
1 cucchiaio di buccia di limone grattugiata

Ridurre a farina le mandorle insieme ad una parte di zucchero in un tritatutto elettrico.
Trasferire in un recipiente grande e aggiungere lo zucchero rimanente, i bianchi d'uova, miele, estratto di mandorle e buccia di limone.
Mescolare energicamente fin quando l'impasto sarà amalgamato e morbido. Lavorare brevemente con le mani e formare una palla. Avvolta nella pellicola questa pasta si mantiene in frigo per circa tre giorni. Adoperare a temperatura ambiente.

Ho preparato questa pasta decurtando di un terzo le dosi e mi sono venuti quindici dolcini, al mio impasto ho aggiunto due cucchiaini di lievito per dolci seguendo le indicazioni di Maria per i "Buoni e brutti" la cui ricetta è sempre indicata nel libro.
Ho infornato i dolcetti a 200° per dodici minuti, dopo pochi minuti ho abbassato la temperatura del forno e ho coperto con un foglio di alluminio i dolcetti.


Erice
Se vi trovate in quest'angolo incantevole della Sicilia vi suggerisco alcune mete che non dovete davvero perdere!
Le prime sono la Riserva dello Zingaro e San Vito Lo Capo, (dove nel corso principale troverete una piccola pasticceria che serve gelati e cannoli senza glutine davvero deliziosi!!)


Fate un sosta a Trapani.
Dopo aver fatto una bella passeggiata fra i palazzi barocchi di questa città visitate il mercato del pesce, dove convincenti venditori vi decanteranno abilmente la qualità dei loro prodotti.
Nei dintorni di Trapani, percorrendo la litoranea verso Marsala, si trovano le famose Saline: vi incanterete ad osservare il paesaggio punteggiato da cumuli di sale scintillante al sole e vecchi mulini non più funzionanti.
Quasi di fronte alle saline si trova l'isola di San Pantaleo, che ospita il sito  dell'antica Mozia, fu uno dei più importanti insediamenti fenici del Mediterraneo.
Trapani

Mercato del pesce di Trapani


Quando si dice Marsala si pensa subito alla bottiglia di vino liquoroso che spesso faceva bella mostra di sé nella vetrinetta della nonna, generalmente accompagnata da piccoli bicchieri di vetro.
Marsala, per me che non sono un'esperta di vini, suscitava immagini un po' sbiadite e polverose, in realtà grazie alla mia breve visita non solo ho scoperto una splendida città barocca dove è bello perdersi nelle piccole viuzze dalla pavimentazione lastricata, ma ho avuto la possibilità di visitare la famosa cantina Florio, che ha di fatto riabilitato il vino marsala.. almeno per me..
La visita, per amanti del vino e non, è assolutamente consigliata. Mentre passeggerete attraverso le enormi e antiche cantine non pavimentate ma ancora in terra battuta per agevolare il passaggio dell'aria fresca che arriva dal mare, sfileranno accanto a voi grandi botti di legno profumato nelle quali il prezioso liquido sta riposando. Al termine della visita potrete degustare alcuni vini della cantina.



Tornando verso nord si trova il sito archeologico di Segesta,che è senza dubbio una delle mete più frequentate della Sicilia occidentale, il tempio dorico che vedete ritratto in queste foto è meraviglioso e lascia davvero senza fiato. Una visita è d'obbligo!

Il tempio dorico di Segesta

Favignana, l'isola più grande dell'arcipelago delle Egadi, antica roccaforte cartaginese..
Una visita su questa magica isola vi consentirà di assaggiare qualche piatto a base di tonno, specialità locale che vi verrà proposta in mille modi diversi. 



Spero che questi brevi spunti abbiano suscitato la vostra curiosità per quest'isola magnifica che è la Sicilia, ricca di storia, di cultura, di sapori e profumi per me ineguagliabili e irresistibili.  

martedì 28 maggio 2013

Mouhalabieh


In questi giorni si stanno concentrando tantissime cose, quindi posto una ricetta al volo. Si tratta di un dolce molto fresco e adatto all'estate... se arriva.
Il mouhalabieh è un dessert libanese profumato con acqua di fiori d'arancio, miele e pistacchi. 
Mi sono ispirata ad una ricetta apparsa su Elle à Table di questo mese, alla quale ho in parte modificato le quantità degli ingredienti.




Mouhalabieh
Ingredienti per 4 bicchierini


50 cl latte
70 gr di zucchero
30 gr di maizena
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
1 cucchiaio di miele
2 cucchiai di pistacchi


In una ciotola mescolare la maizena con un po' di latte finché non si sarà ben sciolta.
Versarla con il resto del latte in una casseruola insieme con lo zucchero.
Mettere su fuoco dolce e mescolare fino a quando la crema si sarà addensata.
Togliere dal fuoco e aggiungere l'acqua di fiori d'arancio.
Mescolare e versare in bicchierini, mettere in frigorifero per almeno un'ora e mezza.
Al momento di servire versare un po' di miele in ciascun bicchierino e decorare con pistacchi tritati.


martedì 19 marzo 2013

Parte seconda: Maddalene con miele, nocciole e cannella

La seconda ricetta di madeleines è tratta dal libro di Hannah Miles - Dolci e pane senza glutine" Guido Tommasi editore. Si tratta di una ricetta che segue il metodo tradizionale di preparazione di questi dolci, che prevede l'aggiunta del burro fuso e raffreddato all'impasto dopo aver mescolato tutti gli altri ingredienti.
Si ottengono delle madeleines deliziose nelle quali la delicatezza del miele si mescola con il sapore delle nocciole e il profumo della cannella.



Maddalene con miele, nocciole e cannella

Ingredienti:
2 uova
80 gr. zucchero di canna
70 gr. di farina (prelevati da una miscela di 350 gr. di farina di riso, 100 gr. di fecola, 50 gr. di tapioca)
1 cucchiaio e mezzo di lievito
1/2 cucchiaino di gomma xantano *
50 gr. di farina di nocciole (nocciole spellate macinate finemente)
1 cucchiaino di miele
scorza grattugiata di un'arancia
1 cucchiaino di cannella
100 gr. di burro fuso fatto raffreddare

Procedimento

Fate fondere il burro a fuoco molto basso, avendo cura di non farlo bollire e lasciare raffreddare.
Montate le uova e lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Setacciatevi sopra la farina, il lievito e unite le nocciole, il miele, la scorza d'arancia e la cannella. Sbattete di nuovo. Versate il burro fuso fatto raffreddare e incorporate tutto con una spatola. Versate in un sac à poche.
Fate raffreddare il composto in frigorifero per 1 ora.
Scaldate il forno a 180° C. Distribuite il composto con il sac à poche negli stampini riempiendoli a filo. Fate cuocere in forno già caldo per 15 minuti, finché sono ben dorate.
Sformate delicatamente le madeleines e fatele raffreddare, spolveratele con un pò di zucchero a velo.

* la gomma xantano può essere reperita in farmacia

Con questa ricetta partecipo al Contest di The spicy note
 

lunedì 18 marzo 2013

Uno, due, tre via! Inizio con le madeleines


"Ella mandò a prenderé una di quelle focacce pienotte e corte chiamate 'maddalenine' che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo".

"Dalla parte di Swann" - M. Proust







Il famoso dolcetto tradizionale francese, popolare ad Illiers, deve la sua particolare forma di conchiglia al fatto che Illiers era una delle tappe dei pellegrinaggi medievali che da Parigi si dirigevano verso il Santuario di Santiago di Compostela. Il dolce ha la forma della conchiglia che i pellegrini giunti a Santiago attaccavano al loro cappello.


Dopo la visita di un'amica francese che mi ha portato in dono una bellissima scatola di questi dolci, ho deciso di dedicarmi alla loro preparazione e il risultato è stato talmente sorprendente che non potevo non proporlo. In realtà gli esperimenti sono stati due, perché due sono le ricette che mi hanno incuriosita a tal punto da non riuscire a decidere quale fare: incapace di sceglierne una, le ho provate entrambe ed entrambe mi hanno dato un risultato davvero eccezionale.


Con la prima ricetta, tratta dal bellissimo libro di Phil Vickery,  "Deliziosamente dal forno senza glutine", si ottiene una madeleine soffice, dal sapore delicato e profumata di miele. 


Madeleine al miele


Ingredienti:

75 gr. zucchero di canna
1 cucchiaino di miele di acacia o millefiori
120 gr. di burro a temperatura ambiente
1 uovo medio leggermente sbattuto a temperatura ambiente
75 gr. farina (prelevata da una miscela di 350 gr. di farina di riso, 100 gr. di fecola di patate, 50 gr. di tapioca*)
1/2 cucchiaino di lievito per dolci 

Procedimento:

Preriscaldare il forno a 180°.
Montare  zucchero, miele e burro fino ad ottenere un composto gonfio e leggero. Unire gradualmente l'uovo. Incorporare la farina, il lievito e mescolare bene. Distribuire il composto negli appositi stampi (o in alternativa negli stampi da piccoli muffins). Cuocere in forno calco a 180 ° per circa 15 minuti, finché le madeleines sono gonfie e dorate.

* Questa miscela può essere conservata in un contenitore a chiusura ermetica.


Con questa ricetta partecipo al contest di Vivi in cucina